“Viale del Tramonto”, venerdì 7 aprile ore 21.15 presso il cinema Eden – Serata omaggio a Billy Wilder per concludere “Effetto Cinema 2017”

Aprile 5, 2017

(Unione Comuni Garfagnana, 5/04/2017) – Ultimo e solenne appuntamento in programma per “Effetto Cinema 2017”, la rassegna cinematografica organizzata dall’Unione Comuni Garfagnana in collaborazione con la sala Eden di Castelnuovo Garfagnana nell’ambito del “Progetto Radici” cofinanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Questa serata, sempre al prezzo speciale di 5 euro, è dedicata a “Viale del tramonto”, un film immortale scritto e diretto dal grande e indimenticabile regista austriaco Billy Wilder che ha saputo infondere in ogni fotogramma carica drammatica, passionale, ironica e tragica, prima della svolta comica, con introduzione e commento a cura del critico cinematografico Marco Vanelli.

 “Viale del tramonto” (USA 1950, 110’) con William Holden, Gloria Swanson, Erich von Stroheim, è uno splendido film dalle venature noir, sicuramente l’opera cinematografica che con più potenza nella storia del cinema è riuscita a rappresentare il dramma e la tragedia di alcune star del muto degli anni ’20, protagoniste e vittime nello stesso tempo di un successo mondiale esaltante, unico, che all’improvviso, per l’irruzione di nuove tecnologie, si dissolveva nel nulla, lasciando solo ossessioni, ricordi e dorate immagini di vita prigioniere di un passato fragile, barrato dal tempo, incapace di ricomporsi con il presente.

Stagionata star del muto, Norma Desmond, si nutre di gloriosi ricordi e vive isolata nella sua villa. Un giovane sceneggiatore al verde la conosce per caso, accetta di scrivere il copione che dovrebbe segnarne il trionfale ritorno alle scene e ne diviene l’amante. La suprema fascinazione di questo capolavoro si dispiega fin dalla geniale apertura, con la voce fuori campo del cadavere che galleggia in piscina. Di lì fino alla fine, in un rapinoso, lunghissimo flash-back, il film è un’insuperata metafora del “mondo fluttuante” del cinema, sempre sospeso tra realtà e illusione, grandezza e cialtroneria. Straziante cast di reduci del muto, dalla Swanson (“Io sono ancora grande: è il cinema che è diventato piccolo”) al maggiordomo Stroheim, a De Mille nella parte di se stesso. Tre Premi Oscar (1951) per miglior sceneggiatura originale, miglior scenografia e miglior colonna sonora.

 

 

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