Tango d’Appennino: venti anni fa la scomparsa di Astor Piazzolla – Nel Comune di Villa Collemandina le origini del grande Maestro

Giugno 21, 2012

astor-piazzolla.jpgLa Garfagnana, si sa, è, tra le molte cose, terra di origine di illustri personaggi della nostra storia che si sono espressi nelle più varie discipline anche ai massimi livelli. Una terra che spesso ha lasciato un segno tangibile anche in chi direttamente non l’ha mai potuta apprezzare ma è stato sicuro che parte del suo sangue avesse proprio tali radici.

            Questo è quello che si può dire del gran musicista e compositore di tango Astor Piazzolla, genio di fama internazionale, nato nel 1921 in Argentina nella città di Mar del Plata ma con certe origini italiane. Il padre, Vicente Piazzolla (chiamato “Nonino” dai figli di Astor), figlio di Pantaleone un pescatore originario di Trani in Puglia, si unì a Assunta Manetti i cui genitori, Luigi Manetti e Clelia Bertolami, dopo aver vissuto ed essersi sposati nel piccolo borgo dell’Appennino Tosco-Emiliano di Massa Sassorosso fino al 1888, emigrarono in Argentina alla ricerca di prospettive migliori.

            La Garfagnana da tempo è a conoscenza, nei suoi tratti generali, di questa storia, una delle tante cariche di valore umano che descrivono il faticoso destino delle moltissime famiglie delle comunità locali tra il XIX e XX secolo se non fosse che dalla loro unione nacque proprio la madre del grande musicista.

            E proprio il Comune di Villa Collemandina, dove si trova il paese di Massa Sassorosso, partecipa da anni alla valorizzazione e riscoperta del suo “capitale umano” emigrato nel corso del tempo con particolare attenzione al Sud America attraverso il Progetto “Parco nel Mondo”, l’iniziativa promossa dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano per la cittadinanza affettiva dei nativi dei suoi borghi e lo sviluppo sostenibile del territorio, gestito dall’Unione Comuni Garfagnana. Afferma il Sindaco Dorino Tamagnini: “ Accolgo con enorme piacere questa notizia, una ulteriore conferma di quanto già oggetto di studio e approfondimento anche da parte di appassionati locali e studenti a livello universitario. Intensificheremo gli opportuni contatti con la famiglia e la Fondazione che porta il suo nome per valorizzare questo illustre personaggio che può riservare nuove occasioni di valorizzazione per il nostro territorio.”Il Presidente dell’Unione Comuni Garfagnana Mario Puppa esprime la propria soddisfazione sottolineando quanto l’occasione di rendere omaggio al genio di Piazzolla per le sue origini locali qualifichi e onori tutta la Garfagnana avvalendosi di un progetto e di uno staff che dal 2008 opera sul territorio nella ricerca di nuove strategie di promozione e sviluppo.

            Grazie alla fitta rete di contatti istituzionali con il mondo dell’emigrazione all’estero e la collaborazione della comunità locale, infatti, “Parco nel Mondo” è riuscito a far riemergere questa storia perduta nel tempo, attraverso una ricerca anagrafica che ha visto coinvolte la parrocchia, lontani familiari residenti, le istituzioni locali e marplatensi, i giovani ambasciatori affettivi del Parco in Argentina e le associazioni. Si è giunti così alla determinazione di dare valore a questo personaggio, soprattutto nell’anno in cui ricorre il ventennale della sua scomparsa, e consolidare il rapporto già esistente con Mar del Plata in termini attuali, implementando e dando nuovi sbocchi ai progetti di sviluppo esistenti in ambito culturale e turistico gestiti attraverso “Parco nel Mondo”.

Conclude il Sen. Fausto Giovanelli, Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano: “ Le potenzialità di “Parco nel Mondo” si stanno ulteriormente allargando non solo in termini di promozione del territorio ma anche quale occasione per rafforzare un sentimento identitario delle comunità d’Appennino che sia al tempo stesso aperto al mondo. E valorizzare la storia di tanti personaggi che nei vari campi hanno portato le loro capacità all’estero fortifica il legame con le comunità d’Appennino che rischiano di essere sempre più isolate.

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